INFERTILITÀ

 La difficoltà di mettere al mondo un figlio rappresenta un evento denso di forti emozioni  e vissuti dolorosi. All’inizio c’è solitamente incredulità, paura, ansia e poi rabbia, impotenza, senso di inefficacia e inadeguatezza personali e ancora sconforto. Il corpo pare ritrarsi dal mandato naturale di procreare, opponendosi  alla mente e al cuore, spesso senza un motivo biologico apparente. In molti casi, però ciò è “scritto” nella storia della coppia o dei due partner singolarmente e rimanda ad una ragione psicologica conflittuale o traumatica, ignota per lo più. Allora  questa problematica, che riguarda oggi un numero sempre maggiore di coppie, può essere legata ad un “blocco” della mente e non solo del corpo. La narrazione della storia della coppia, degli individui che la compongono e del  loro progetto procreativo consente di mettere in evidenza situazioni critiche che possono essere elaborate, curate e superate. Lo sciogliersi dei nodi traumatici spesso porta alla risoluzione del problema  e comunque ad una gestione possibile di esso in altrettanti modi pensabili. Inoltre offrire alle coppie uno spazio sicuro e accogliente dove poter esprimere le perplessità,  il disagio, le emozioni, lo sconforto in tutte le fasi del loro cammino verso la procreazione rappresenta una grande opportunità di elaborazione di un trauma che altrimenti resterebbe inespresso. Infine ricevere un sostegno empatico nei momenti difficili delle varie tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) o via via che la strada procede, mentre si affacciano nuove prospettive e scenari sconosciuti, può sostenere la coppia e lenire il suo senso di solitudine  aiutandola a ritrovare risorse inaspettate.